Incontri al castello

scritto da Kauko
Scritto 24 ore fa • Pubblicato 10 ore fa • Revisionato 10 ore fa
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Testo: Incontri al castello
di Kauko

Mi trovavo al Castello, una estesa costruzione a due passi dal centro.

Il castello è l’orgoglio della città, articolato tra torri, spiazzi, scalinate, mura, com’è tipico di queste costruzioni.

Offre molti punti di vista, sulla città che sovrasta, più in là sulle colline che nel periodo invernale si ricoprono di neve, al suo interno, il ponte levatoio, i grandi portali di accesso e aiuole con grandi alberi.

Per un acquarellista in erba come me è una ricca fonte di ispirazione, un luogo in cui baloccarmi tra colori e variegati punti di vista.

Quel giorno c’era un sole molto chiaro, offriva dei giochi di luce e ombra che rendeva gli scorci ancora più interessanti.

Così ho cercato un angoletto in cui potevo stare comodo per qualche tempo.

Una volta appostato ho cavato dalla mia borsa la strumentazione per mettermi all’opera, fogli, matite, colori e ho cominciato lo studio del soggetto che avevo scelto, il portale con ponte levatoio di accesso alla parte alta del castello.

Con la matita in mano allungavo il braccio per prendere le misure di quanto avevo davanti.

Mentre ero intento a tracciare lo schizzo ho notato una tizia che mi osservava incuriosita.

Capita spesso quando si va in un posto pubblico ad acquarellare, c’è sempre qualche persona che si aggira incuriosita, una evenienza divertente e anche imbarazzante.

Ci ho quasi fatto l’abitudine, talvolta mi fanno dei complimenti, fanno sempre piacere.

Quindi la tizia che mi scrutava non era una novità, ormai avevo imparato a sorridere a costoro.

Talvolta ricambiano il sorriso, altre volte se ne vanno imbarazzati.

Questa tizia invece si prese di coraggio e mi dice: che sta facendo?

In questi frangenti mi aspetto di tutto, anche l'ovvio, le dissi che stavo cercando di riprodurre il portale davanti a me.

Quella mi guardò e insistette: No, intendo con la matita, perché tende il braccio con la matita?

Toh, che bella sta curiosità, mi stupisce che non conosca questo giochino, mi sembrava un espediente noto al mondo intero.

Me la fa vedere quasi come una bambina che ha voglia di scoprire un nuovo gioco.

La capisco, realizzo che sono così anch’io, se fosse stato al contrario sarei stato io a rivolgerle quella domanda, a volte mi succede di essere colto da una sorta di impulso e necessità di sodisfare una curiosità.

Le ho spiegato il motivo di quell’armeggiare con la matita, mi ringrazia, sorride illuminata, come se avesse scoperto di avere vinto alla lotteria o come una bambina che ora può raccontare ai grandi cosa ha scoperto…

Mi aveva trasmesso un sacco di simpatia, avvertivo un accento straniero, così le chiesi se era spagnola…

‘’No, sono sudamericana’’, sembrava quasi imbarazzata come se le avessi chiesto qualcosa di intimo.

Ora la sua espressione mi dava l’idea che una persona adulta avesse preso il posto scacciando la bambina che avevo ravvisato prima.

Poi si accosta a un’altra tizia che era nei pressi e non avevo notato, a braccetto vanno via.

Peccato, avrei fatto volentieri uno scambio culturale italo latinos.

Incontri al castello testo di Kauko
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